• Maggio

    16

    2022
Pavimenti in LVT: ecco perchè sceglierlo

Pavimenti in LVT: ecco perchè sceglierlo

Apparso recentemente nel settore della pavimentazione, guadagnandosi subito l’attenzione di architetti e designer, il pavimento vinilico LVT però, forse per la mancanza della corretta informazione, non ha subito riscosso il dovuto successo fra i consumatori.

Se anche tu ti stai facendo mille domande su questo prodotto, continua a leggere ed insieme andremo a conoscerlo meglio!

Un pavimento in LVT possiede queste caratteristiche:

Qualità

  • caldo e confortevole al tatto
  • estetica notevole grazie all’alto livello di definizione e finitura del decoro
  • adatto a contesti di lusso, di tendenza e agli ambienti residenziali

Sicurezza

  • resistente all’usura
  • resistente all’acqua
  • riciclabile al 100%
  • fonoassorbente
  • igienico e antibatterico
  • antiscivolo
  • resistente al fuoco
  • esente da emissioni di formaldeide
  • resistente agli agenti chimici
  • antistatico

Praticità

  • semplice, rapido ed economico da installare
  • adatto al riscaldamento a pavimento
  • facile da pulire
  • adatto per le ristrutturazioni

Cosa sono i pavimenti in LVT e come sono fatti?

La prima cosa da sapere è che tra pavimenti in PVC, pavimenti vinilici e pavimenti in vinile non vi è alcuna differenza.

Chiarito questo aspetto preliminare, possiamo passare alla fase successiva affermando che i pavimenti LVT sono un’evoluzione dei pavimenti in PVC. LVT è infatti l’acronimo, in lingua inglese, di “Luxury Vinyl Tile”, che significa “pavimento vinilico di lusso”.

Non vogliamo annoiarti con approfondite differenziazioni tecniche ma, per fornirti ancora più informati sul prodotto bisogna operare una distinzione all’interno della macro categoria del pavimento vinilico: ovvero tra pavimento vinilico omogeneo e pavimento vinilico eterogeneo.

Il pavimento vinilico omogeneo è basato su un’unica massa di PVC alla quale sono aggiunte, in fase di produzione, varie proporzioni di plastificanti, stabilizzanti e coloranti. Tale prodotto ha solitamente uno spessore che varia dai 2 ai 3 mm, ha una cattiva resa in termini sia grafici che di resistenza ed è commercializzato sia sotto forma di doga (piastrella allungata) sia sotto forma di telo arrotolato in bobine dalle quali si misura e si taglia volta per volta la metratura necessaria.

Il pavimento vinilico eterogeneo è costituito da più strati di diversi materiali che vengono uniti tramite un procedimento industriale di calandratura (pavimento vinilico eterogeneo di vecchia generazione) o pressatura (pavimento vinilico eterogeneo di nuova generazione, del quale il pavimento LVT fa parte).

Il pavimento vinilico eterogeneo di vecchia generazione, tra i quali il prodotto più conosciuto è il Cushion Vinylo o Tapiflex, è ottenuto proprio tramite calandratura di uno strato in PVC puro con il foglio decorativo. Questo prodotto, venduto a prezzi piuttosto convenienti anche nei grandi negozi, risulta generalmente “bruttino”, rumoroso al calpestio e poco resistente.

Quello di nuova generazione, chiamato LVT, è invece la vera novità del mercato in quanto i vari strati di cui è composto sono legati tramite pressatura statica. Questo processo industriale, a differenza della calandratura, consente di raggiungere un prodotto notevolmente più strutturato che rende allo stesso tempo estremamente reali i decori superficiali ed enormemente resistente l’intero prodotto.

Può presentarsi con supporto flessibile o con supporto rigido. La differenza tra queste due tipologie è proprio la rigidità che nell’SPC è data dalla sua anima in PVC rigido. Per diventare prodotto finito, infatti, alla mescola del pavimento in LVT si aggiungono stabilizzanti e plastificanti che conferiscono elasticità e flessibilità mentre al pavimento in SPC presente un supporto formato comunemente per il 60% da carbonato di calcio, polivinilcloruro e plastificanti.

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